sabato 21 gennaio 2012

Antica solitudine

Maria Pia Campagna. Antica solitudine. 2012

Maria Pia Campagna
Antica solitudine
a cura di Alessandra Cocchi
15 studio d'arte- subborgo Eugenio Valzania, 15, Cesena
4-26 febbraio 2012
orario: martedì, mercoledì, giovedì: 16.00-18.00;
venerdì,sabato,domenica:
16.00-19.00; chiuso lunedì.
Inaugurazione: sabato 4 febbraio 2012, ore 17.00


Nell'opera di Maria Pia Campagna, il colore, divenuto essenza liquida dell'energia vitale, incandescenza dello spirito, si rivela in tutto il suo potere emozionale e simbolico.
La forte suggestione dei grandi tondi presenti in questa mostra sembra derivare da una poderosa spinta verso l'interno, un improvviso precipitare nell'abisso dell'esistenza, fino a raggiungere la parte più profonda


Maria Pia Campagna. In. 2006
 
In un profilo che guarda dall'alto, l'essere osserva se stesso, un nucleo originario in formazione. La qualità sensibilissima del colore, trasparente e profondo, ora liquido e attraversato da strane correnti, ora magmatico e incandescente, riporta al momento primordiale della formazione della materia.
Antica solitudine è il momento vissuto dall'io che si guarda dentro, contemplazione dell'universo interiore e insieme fusione con il cosmo. Ma è anche il tema mitico di una solitudine divina, di un io che crea se stesso, oggetto e soggetto della propria creazione.


Michelangelo. Separazione della luce dalle tenebre.
Affresco. Roma, Vaticano, Cappella Sistina.
 
Il rinvio a Michelangelo e alla Cappella Sistina, nel profilo scelto dall'artista, non è casuale. Il tema della creazione del mondo e della vita, dello sguardo di Dio dall'alto, rovesciato, come nella scena della Separazione della luce dalle tenebre e su cui la pittrice lavora coraggiosamente. In questo io creatore si rivela l'archetipo dell'artista,  che attraverso la sua opera rigenera se stesso, per poi contemplare la sua nuova essenza e rinascere ancora.
Cerchio come circolo, circolarità dell'azione creativa che riparte sempre da zero, rinasce ogni volta dal nulla e si conclude per rinascere di nuovo. Ma, in virtù della sua ricca valenza simbolica, il cerchio-nucleo-io-universo è anche un valore squisitamente femminile, cerchio-utero, a volte rosso e vitale (portatore di vita) a volte nero e chiuso (simbolo di morte) a volte aperto, generatore e "creativo" per far uscire la vita (e la pittura intesa come vita). Ritorna in forma nuova il tema della dea madre, più volte indagato da Campagna e sempre arricchito di nuovi valori.
I due profili fronteggiati si ripetono nella serie intitolata L'amore e nei più recenti ovali dipinti in acrilico e terre.

Maria Pia Campagna. Antica solitudine.2012

 
Due profili si guardano, ognuno racchiuso nella sua sfera di bianco liquido, un bianco latteo dove ritorna il tema del colostro, il primo nutrimento del nascituro.
Nel muto dialogo di due esseri identici e contrapposti la diversità sta soltanto nel guardarsi da due direzioni diverse. I colori che caratterizzano i profili, rosso e violetto, rinviano alla passione e alla delicatezza del sentimento, sullo sfondo luminoso.
Esiste anche un chiaro rinvio tra questi dipinti e il dittico di Piero della Francesca, con i Ritratti affrontati di Federico da Montefeltro e Battista Sforza, conservato presso il Palazzo ducale di Urbino. 


 Piero della Francesca. Ritratti di Battista Sforza
e Federico da Montefeltro. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche.

Il tema del dialogo e dell'incontro creativo tra esseri uguali e diversi è sviluppato anche su un piano storico che ha come sfondo lo stesso Palazzo Ducale. Qui il maestro rinascimentale ha condotto la sua ricerca espressiva, e qui è avvenuta la "nascita" di Campagna come artista.
Accanto alla ripresa dei temi (amore, dialogo muto tra due esseri, nascita, tempo eternizzato) si coglie anche la sostanza del "nutrimento" culturale (il latte), attraverso i valori espressivi della geometria simbolica, del colore-luce, del rapporto simmetria-asimmetria.
Ma soprattutto, in questo emozionante viaggio verso l'essenza, la pittura di Campagna ci invita, con forza, a compiere una rinascita interiore per osservare dall'interno la nostra più profonda verità: antica solitudine.

A. Cocchi

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